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Prevenzione del tumore della mammella

Nella quinta settimana di vita dell'embrione si forma la linea da cui prenderà origine la ghiandola mammaria.
Prima della pubertà sono presenti gli abbozzi dei dotti galattofori; durante il periodo puberale sotto l'influenza della stimolazione ormonale (soprattutto estrogeni e in misura minore il progesterone) si completa la maturazione del tessuto mammario.
La mammella adulta è costituita fondamentalmente da tre componenti: cute, grasso sottocutaneo e tessuto mammario che comprende parenchima e stroma.
Il parenchima è composto dal lobulo che è la parte terminale dei dotti galattofori e dai duttili che sono un complesso sistema di tubuli.
Lo stroma è tessuto connettivo che circonda i duttili.
La secrezione di ciascun lobulo attraverso i dotti confluisce in dotti di sempre maggiori dimensioni che unendosi ad altre converge verso il capezzolo.
Nel lobulo si possono sviluppare alcune patologie come i fibroadenomi, le cisti e il carcinoma.
Nei dotti galattofori principali si possono sviluppare i papillomi.
L'ascella è la regione a forma di piramide posta tra la parte superiore del torace e l'arto inferiore; contiene spesso il prolungamento della ghiandola mammaria, linfonodi, tessuto adiposo, vasi, nervi.
Durante la prima fase del ciclo mensile femminile, che va dalla fine delle mestruazioni all'ovulazione, gli estrogeni provocano una proliferazione epiteliale (comportante aumento di tensione mammaria), mentre nella fase post-ovulatoria il progesterone determina una dilatazione dei dotti con produzione di secreto.
In questa seconda fase aumenta la densità del seno.
In menopausa, quando termina la stimolazione armonica degli ormoni sessuali femminili (estrogeni e progesterone), si assiste all'involuzione del tessuto mammario con scomparsa dei duttili terminali, divenendo il seno più radiotrasparente.
È importante per ogni donna sapere fare l'autopalpazione del seno, che deve essere effettuata al termine del ciclo mestruale perché la ghiandola è meno densa e quindi più facilmente palpabile.
Ci si posizione davanti allo specchio e si nota la simmetria delle due mammelle, il profilo, l'aspetto cutaneo, la presenza di eventuali arrossamenti, che vengono facilmente rilevati, mentre, sollevando le braccia sopra la testa, si evidenzia l'eventuale presenza di retrazioni o erosioni o alterazioni del capezzolo o infossamenti del profilo cutaneo.
Si divide idealmente il seno in quattro quadranti, che si creano, tracciando immaginarie perpendicolari due linee passanti per il capezzolo: si realizzano due quadranti superiori(interno, esterno) e due inferiori (interno, esterno).
In posizione supina o seduta, con un braccio sopra la testa, vengono palpati i quattro quadranti della mano controlaterale (per esempio per palpare il seno destro, la mano che si utilizza per l'esplorazione è la sinistra): non è importante fare la diagnosi ma notare che i reperti palpatori siano mensilmente eguali; nel caso in cui si noti qualcosa di diverso, si segna la posizione e lo si riferisce al proprio medico curante. Per ultimo si esplora il cavo ascellare che deve risultare libero da sensazioni tattili.
A questo punto, con delicatezza, si spremono i capezzoli: non vi deve essere fuoriuscita di secreto, se questo avviene controllare e riferire il tipo di liquido: sieroso, siero-ematico, lattescente, mono o bi-laterate.
Le principali caratteristiche che vengono notate con la palpazione sono la consistenza, la presenza di noduli o di masse. Le indagini più importanti per porre diagnosi di alterazioni mammarie sono la mammografia e l'ecografia mammaria.

La mammografia è l'esame più importante per porre diagnosi in quanto permette di rilevare anomalie del rivestimento cutaneo e del parenchima quali opacità o valutando il volume, i contorni, le forme, il numero e la presenza di micro o macro-calcificazioni. Nell'interpretare il quadro mammografico occorre tenere conto dell'età e del quadro ormonale della paziente.
L'ecografia trova la sua maggiore applicazione nella donna giovane con seno opaco (per ricchezza della parte ghiandolare rispetto alla componente adiposa) o per meglio definire alcune caratteristiche di lesioni emerse con la mammografia.
La prevenzione del tumore del seno si attua attraverso l'alimentazione (contenere l'assunzione di grassi), limitando l'utilizzo di caffè, tè, alcol, abolendo fumo, svolgendo regolare attività fisica, controllando il peso corporeo e mensilmente effettuando l'autopalpazione.
Cioè in sintesi: "volendosi bene”.

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